Il primo Puerh della bottega virtuale: 1969 Nánnuò Sheng

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2 thoughts on “Il primo Puerh della bottega virtuale: 1969 Nánnuò Sheng

  • Ho avuto il piacere e l’onore di essere tra i primi a provarlo e ne ho qui da me una piccola scorta.
    Lo definirei imperdibile sia per i cultori di tè di eccellenza che per i neofiti del pu-ehr.
    Consiglio le infusioni multiple per apprezzare le evoluzioni che questa meraviglia è in grado di dare.
    Complimenti ad Acilia per aver portato in Italia un tè così di alto profilo. Ancora un volta non si smentisce per qualità.

  • Diversamente da Giustino, io non “consiglio” infusioni multiple, bensì le ordino!

    Scherzi e prepotenze a parte, foglie di quest’età hanno così tanto da raccontare che sarebbe non solo un peccato, ma anche una scortesia non lasciar loro il tempo di “aprirsi” a dovere, in senso sia fisico che astratto.
    Avendo avuto anch’io il piacere d’ascoltarle in tazza, posso testimoniare circa la loro dolcezza umbratile, che si esprime pienamente solo dopo alcune infusioni; trovo sia un tè la cui piena fiducia va conquistata, senza fretta.

    Ti ringrazio per queste accurate indicazioni; personalmente sono solita adottare quantità e tempi analoghi a quelli della seconda tabella, fermo restando la libertà d’improvvisazione a cui accenni in chiusura, sacrosanta e benvenuta sempre.
    Quanto invece alla conservazione, ammetto di dedicare pochissima attenzione alle mie due uniche “torte” di giovane puerh sheng, racchiuse in una scatola di cartone bucherellata in un angolo in ombra della mia camera da letto (che è poi dove conservo tutti i miei tè)… Vedremo tra qualche anno che cosa ne uscirà fuori; dovesse esser buono il risultato, sarà tutto merito loro e per niente mio

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